Martina Riina
L’erba tinta
Dentro le crepe di Borgo Vecchio a palermo: un racconto antropologico
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Nel pieno di una crisi sociale e sanitaria prende forma un diario etnografico sul lavoro di una équipe di operatori ed educatori di strada, a partire proprio dalle riflessioni sul distanziamento sociale che la
Nel pieno di una crisi sociale e sanitaria prende forma un diario etnografico sul lavoro di una équipe di operatori ed educatori di strada, a partire proprio dalle riflessioni sul distanziamento sociale che la pandemia ha comportato. Il testo, in particolare, affronta il tema dello sguardo antropologico sulle pratiche educative, alla luce di un intervento pluriennale all’interno di un quartiere popolare di Palermo, Borgo Vecchio, noto solo per le cronache mafiose, trascurato dalle istituzioni, abitato da quelli che gli altri considerano poco più che miserabili, l’erbaccia cattiva che cresce nelle crepe del cemento, l’erba tinta che non si può estirpare. Dal racconto, ironico e lucido, emerge il tema dello sguardo tra educatore ed educando, tra osservatore e osservato e, infine, tra chi sta dentro e chi sta fuori quelle macerie. Ed è lì nel mezzo, tra le strade del quartiere, che è possibile ritrovare esperienze di resistenza e di vita generativa che conferiscono dignità e verità ai suoi abitanti.
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Informazioni
Indice
Un affare di crepe, di Ferdinando Fava
Ringraziamenti
Introduzione
Parte prima. Dentro la crisi
Chiù scuru i’menzanuotte un’può fare
La didattica a distanza e il cielo in una stanza
Ritorno al contatto
Dentro e fuori lo schermo
Parte seconda. Dentro le crepe
L’erba tinta un’muore mai
Carne viva
Socrate a Borgo Vecchio
Dove comincia la città
Parte terza. Gli orizzonti teorici dell’esperienza
Cornici e solchi
Scrittura, esperienza e narrazione
La pratica pedagogica
Gli studi sulla marginalità: le lenti della sociologia e dell’antropologia urbana
Uno sguardo antropologico sulla povertà
Bibliografia di riferimento